Un supermercato nell’area dell’ex Dea, Moncalieri ricuce una ferita
C’è voluta quasi una generazione perché quel rettangolo di cemento e capannoni vuoti tornasse a far parte della vita quotidiana di Moncalieri. Da oggi, mercoledì 16 settembre, dove per vent’anni si è consumata la parabola della ex Dea – fabbrica di metrologia il cui centro ricerche era stato il fiore all’occhiello del tessuto industriale moncalierese, chiusa nel 2005 – si entra invece per fare la spesa: ha aperto il nuovo Superstore Pam di strada Torino 70, e con esso si può dire davvero rimarginata una delle ferite urbanistiche più durature della città.
Il nuovo supermercato
Il negozio occupa 2.500 metri quadrati di superficie di vendita e dà lavoro a 74 persone. Tra gli scaffali trovano posto oltre 46mila referenze (prodotti), con reparti assistiti di pescheria, macelleria, gastronomia, forno e pasticceria, oltre a casse veloci per il self check-out e al servizio di spesa tramite app. Il complesso mette a disposizione 420 posti auto, 310 all’aperto davanti all’ingresso e i restanti al piano interrato, un impianto fotovoltaico da 130 kW e otto stalli già predisposti per future colonnine di ricarica elettrica.
Dietro l’apertura c’è un investimento complessivo superiore ai 25 milioni di euro, che Pam Panorama ha realizzato insieme al Comune anche attraverso opere di interesse pubblico: la messa in sicurezza idraulica dell’area, nuove piantumazioni e la sistemazione della viabilità, con la rotonda davanti al cimitero che ora regola gli accessi da strada Torino verso il polo commerciale e i parcheggi.
Sull’ex Dea cadde il sindaco e si arrivò al commissariamento
Il conto alla rovescia, però, era iniziato molto prima. Dopo la chiusura della produzione, il progetto di riqualificazione dell’area spaccò più volte la maggioranza in consiglio comunale, tra approvazioni faticose e ripensamenti. Durante l’amministrazione di Angelo Ferrero (2007-2009), l’ex Dea divenne terreno di scontro politico, contribuendo alla caduta della giunta e al successivo commissariamento del Comune. Tra il 2010 e il 2015, sotto il governo di Roberta Meo che pure tentò di rilanciare l’intervento (arrivò una richiesta di permesso di costruire, rimasta però senza esito), l’area fu teatro di occupazioni, incuria e problemi di inquinamento. Nel 2015, durante il primo mandato del sindaco Paolo Montagna, il tema si riaccese, ma provocò una nuova spaccatura nella maggioranza, con i Moderati contrari al progetto di riqualificazione. La svolta arrivò nel 2017, quando il Tar del Piemonte obbligò il Consiglio comunale a pronunciarsi per evitare un danno erariale milionario: al termine di una notte convulsa, tra astensioni e voti incrociati, il progetto passò.
