Il ragazzo che vendeva merendine abusivamente a scuola diventa imprenditore

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Pubblicato da la stampa il 22/02/2017 di Giuseppe Bottero

 

Dal mercatino abusivo delle merendine alla casa delle start-up. Dopo le minacce di sospensione, il premio della fondazione Einaudi a Roma, il 6 in condotta che rischia di pesare come una condanna, la multa da 5 mila euro, per il ragazzo di Moncalieri pizzicato a smerciare snack sottocosto a scuola, arriva la soluzione più ovvia, quella che può trasformare un diciassettenne con una buona idea, se ne avrà voglia, in un piccolo imprenditore innovativo. Giovedì sera, attorno alle 18, lo studente inizierà un percorso organizzato dall’Unione industriale di Torino: si chiama «Officina gruppo giovani imprenditori», pesca negli istituti e offre ai giovani l’opportunità di imparare a fare impresa nell’ambito dell’alternanza scuola-lavoro.

 TEORIA E PRATICA

Non prevede soltanto teoria: in programma ci sono incontri con i big dell’hi-tech e laboratori nell’incubatore I3p del Politecnico. «Quando abbiamo letto le notizie sul giovane di Moncalieri siamo entrati in contatto con il preside. Crediamo che le scuole non abbiamo abbastanza visione imprenditoriale e, dunque, ci siamo messi a disposizione con il nostro percorso. Il ragazzo lavorerà assieme a noi e ad alcuni studenti del Politecnico e dell’Università» racconta Alberto Barberis, presidente del gruppo Giovani Industriali Torino. L’esordio della nuova avventura è con la serata dedicata al Fintech, il futuro della finanza, presenti l’ex general manager Uber Benedetta Arese Lucini e Carozzi di Tibana.

IL LABORATORIO

«L’obiettivo è fargli capire che essere imprenditori significa lavorare duro, rispettare le regole. Cercheremo di trasmettergli il significato di fare impresa» dice Barberis. Ma il programma è più strutturato: oltre agli incontri, l’incubatore I3p seguirà il ragazzo come se dovesse aprire una start-up: assieme ad altri sei giovani dovrà crearsi un team, fare un piano strategico, magari trasformando in qualcosa di concreto l’idea che lo ha trasformato in un caso nazionale. Se davvero vorrà lanciare un negozio, lo farà con l’assistenza di chi ogni giorno s’inventa soluzioni per il futuro. Nei corridoi della cittadella politecnica, infatti, condividono cervelloni della ricerca e startupper in grado di competere coi talenti globali. Qualcosa di molto simile a quanto immaginato dall’avvocato Bruno Tinti, che con il suo collega Gianmaria Nicastro s’è fatto carico di seguire le disavventure legali del ragazzo. «Mi torna in mente la frase di chi diceva che, nel nostro Paese anche uno come Bill Gates sarebbe ancora nel suo garage». Ecco, qui, il garage, è ben strutturato. Il tutto, ovviamente, con il via libera del preside. «La convenzione tra l’Istituto che dirigo e il Gruppo Giovani Imprenditori di Confindustria – spiega Stefano Fava, che guida l’istituto Pininfarina di Moncalieri – ha l’obiettivo principale di ridurre i tempi di inserimento dello studente nel mondo del lavoro. Considero progetti come questo, di alternanza scuola-lavoro, molto utili per educare i ragazzi a diventare imprenditori di se stessi, con ricadute positive anche in termini di sviluppo del territorio, grazie all’apertura di nuove imprese e attività commerciali».

Link Articolo : http://www.lastampa.it/2017/02/22/cronaca/il-ragazzo-che-vendeva-merendine-a-scuola-diventa-imprenditore-K0xPdjKhXExnTguJVRGwgO/pagina.html

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