Vivevano in 50 metri con 20 gatti, 3 cani e i due figli: denunciata una coppia di Moncalieri
“Li regalo a fronte di un rimborso spese”
Così una donna avrebbe cercato di giustificare agli agenti la presenza di così tanti animali in casa. A quanto ammontasse il rimborso e se tutto fosse regolare, non è chiaro. Ciò che si sa è che venerdì gli agenti della polizia locale di Moncalieri sono intervenuti in un appartamento del centro storico, a pochi passi da piazza Caduti, dove hanno trovato venti gatti di razza Maine coon, tra adulti e cuccioli, e tre cuccioli di Pastore australiano, tutti ammassati in 50 metri quadrati, insieme a una coppia con due figli piccoli.
A far scattare il controllo sono state alcune segnalazioni su un «odore insopportabile fino all’androne e dentro l’ascensore» e il sospetto che nell’appartamento vivessero troppi animali. Quando gli agenti hanno bussato alla porta, i timori sono stati confermati: gatti e cani vivevano in condizioni igieniche terribili, tra lettiere non svuotate da giorni e un bidone nero colmo di rifiuti che da solo spiegava il cattivo odore percepito già all’esterno.
Gli accertamenti dell’Asl To5 su cani e gatti
Chiamati sul posto, i veterinari dell’Asl To5 hanno trovato i cuccioli di Pastore australiano in buona salute, mentre per i gatti restano da valutare eventuali segni di trascuratezza, come la disidratazione. Inoltre, le giustificazioni della donna sul perché gli animali fossero in casa sua, unite al valore degli esemplari, fanno pensare a una possibile cessione dietro compenso non dichiarata, ipotesi che gli accertamenti dovranno confermare o smentire. Intanto la coppia è stata denunciata per «detenzione di animali incompatibili con la loro natura», mentre tutti gli animali sono stati sequestrati e trasferiti all’Albero di Mais, il canile rifugio cittadino, dove attenderanno il dissequestro necessario per l’adozione.
Come funzionano sequestri e adozioni degli animali
«Di sequestri ne abbiamo fatti molti – racconta Alessandra Borello, assessora ai diritti degli animali – La polizia locale interviene spesso nei casi di possibile maltrattamento, ed è molto sensibile al tema». Un lavoro fatto di collaborazione tra agenti, Asl e canile rifugio, anche se il sequestro resta uno strumento complesso: «Finché l’animale è sotto sequestro non può essere affidato – spiega Borello – Per la legge, un animale che trascorre molte ore da solo, pur avendo cibo, acqua e riparo, non è da considerare maltrattato». Da qui l’impegno sulla sensibilizzazione, per contrastare una visione dell’animale come oggetto: «Gli animali hanno bisogno di amore, attenzione e spazi adeguati. Per questo ogni adozione viene preceduta da un percorso di affiancamento tra canile e famiglia adottante, per evitare che l’animale venga poi riportato indietro».
Animali detenuti in modo improprio, i casi in Piemonte
«Casi come questo purtroppo non sono isolati – spiega Paolo Guiso, Garante regionale dei diritti animali – Ci sono molte situazioni, quasi all’ordine del giorno, di animali tenuti in maniera impropria spesso da anziani, persone con problematiche psichiatriche, accumulatori seriali». C’è chi detiene molti animali anche per allevarli, aggiunge, come accade con alcune razze molto richieste, tra cui proprio il Maine Coon. A sostenere le conseguenze economiche di abbandoni e sequestri è anche la comunità, ricorda Guiso, visto che i costi del mantenimento degli animali nei rifugi autorizzati ricadono sui contribuenti. Solo in Piemonte, sottolinea Guiso, nei canili si contano circa 11.500 cani arrivati da situazioni di abbandono o sequestro. Servirebbe, aggiunge, «una norma che consenta al magistrato, alla polizia locale o all’Asl di stabilire che una persona non possa più detenere animali».
